SCAMBI MERIDIANI

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SCAMBI MERIDIANI

SCAMBI MERIDIANI

di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera

I capricci della primavera sono da sempre espressione di una stagione irrequieta che cerca di trovare stabilità man mano che i giorni passano e ci incamminiamo, settimana dopo settimana e mese dopo mese, verso l’estate. In questa irrequietezza troviamo i volti mutevoli di un trimestre in cui possono alternarsi fasi stabili e miti – talvolta calde per il periodo – a fasi piovose e relativamente fredde che possono diventare anche perturbate: nelle prime c’è il germoglio dell’estate e nelle seconde ci sono le ultime foglie di un inverno che si spoglia definitivamente. Marzo ha conosciuto entrambi i volti di questa stagione e anche aprile sembra intenzionato a proseguire sulla stessa strada, con nuove dinamiche pronte ad aprire la via del Nord Europa per fare affluire, in parte anche verso il Mediterraneo, masse di aria fredda di estrazione artica.

Pur andando incontro a un fisiologico riscaldamento man mano che il flusso settentrionale abbandona le aree di origine, parliamo pur sempre di una situazione che è ancora capace di apportare scarti negativi di temperatura significativamente distanti dalle medie stagionali e quindi tali da farci compiere qualche passo indietro nel calendario meteorologico. I contrasti termici, che cominciano ad accentuarsi anche a causa di una radiazione solare più incisiva, aiutano la formazione di precipitazioni a carattere di rovescio che incentivano il freddo a raggiungere più velocemente i bassi strati. È il volto irrequieto della primavera e non c’è quindi da meravigliarsi degli alti e dei bassi della stagione se non per il fatto che ormai gli episodi freddi, quando capitano, sono ormai paragonabili per entità alle irruzioni di aria fredda che si verificano occasionalmente nella stagione invernale. Non ci sono più sostanziali differenze; sono invece enormi le conseguenze negli effetti perché un inverno che è ormai diventato latitante permette alla vegetazione di anticipare il risveglio e la espone così al rischio di gelate nel periodo più delicato: il problema non è la primavera che fa i… capricci, ma le stagioni che non fanno le stagioni. E l’inverno ne dovrebbe sapere qualcosa

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