Delta del Po: l’acqua del mare è risalita per 30 km!
Crisi climatica, abbassamento del suolo ed estrazione di gas spingono il cuneo salino e mettono a rischio l’agricoltura
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«La risalita dell’acqua salata, detta cuneo salino, nei rami del Delta del Po è un grande problema, che viene accentuato dalla siccità e da una regimazione non regolare; contamina le falde e nelle situazioni più gravi rende l’acqua inservibile a fini potabili e per l’irrigazione di terreni che, peraltro, essendo caratterizzati dalla forte componente sabbiosa, facilitano l’infiltrazione di acqua salata».
A spiegare il quadro della situazione è Franco Dalle Vacche, presidente del Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara, che pone l’accento su un fenomeno in rapido avanzamento. Se da una parte le portate del fiume Po sono praticamente dimezzate rispetto alla media, a causa della siccità legata alla crisi climatica, dall’altra «negli ultimi 20 anni l’acqua salata del mare è riuscita a risalire di quasi 30 chilometri lungo le foci deltizie, in particolare nei rami secondari che, per quanto riguarda il ferrarese, sono il Po di Goro ed il Po di Volano. Entrando nell’entroterra, mette a rischio migliaia di ettari e le aziende agricole, che operano sul territorio estense verso la costa, a causa della presenza di maggiori valori di salinità sia nelle acque necessarie per l’irrigazione, che in quelle di falda altrettanto importanti».

Il cuneo Salino nel 2017