Scoperte due tipologie d’acqua: a basse temperature una galleggia sull’altra
Di acqua non ce n’è una sola, ma due. Lo dimostrerebbe uno studio condotto dall’Università di Roma La Sapienza in collaborazione con l’Università di Princeton (Usa).
Roberta De Carolis
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Le “acque” si separano a bassissima temperatura e una galleggia sull’altra. Una scoperta che apre le porte a nuovi mondi che potrebbero spiegare l’origine della vita sulla Terra.
Una rivoluzione per la chimica che ha sempre riconosciuto come indiscutibile la struttura dell’acqua, liquido così particolare che ci ha permesso di sopravvivere. E invece si può discutere, non è più né scontata né unica.
Fino ad oggi tutta la comunità scientifica ha dato per assodato che l’acqua, formata da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, fosse strutturata in una precisa e “rigida” struttura, con l’ossigeno di una molecola che attrae gli idrogeni dall’altra (legami idrogeno), formando una complessa architettura con un punto di ebollizione elevatissimo rispetto a quello di altri liquidi, e soprattutto una forma solida (il ghiaccio) meno densa di quella liquida e quindi galleggiante su di essa.
Incredibile a dirsi ma proprio la proprio tale galleggiamento ha permesso alla vita marina di sopravvivere, perché gli strati di ghiaccio che a basse temperature si formano sulla superficie degli specchi di acqua naturali “proteggono” l’acqua sottostante, che non ghiaccia a sua volta e quindi continua d ospitare la vita.
Tutto ancora molto vero e confermato, ma oggi sappiamo che non sempre è così: a temperature bassissime si genera una “competizione” tra due fasi liquide ben distinte, con diversa densità e di cui quella finora sconosciuta è molto più “disordinata”, e il passaggio tra le due “acque” costituisce una vera e propria transizione di fase (come lo è il passaggio da liquido a solido per esempio).
©Università di Roma La Sapienza