QUEI 39 MICROSECONDI ALGIORNO DI RITARDO NECESSARIO… DI CUI DOBBIAMO DIRE GRAZIE A EINSTEIN
La relatività, fra smartphone e posizionamento. Come ciascuno di noi beneficia dell’eredità scientifica di Einstein
di Domenico Di Mauro
ingvambiente.com
Tutte le volte che utilizziamo i nostri oramai insostituibili e inseparabili appendici dei nostri corpi, gli smartphone, per aiutarci nella navigazione verso una particolare strada o un luogo di interesse ricordiamoci di dedicare un pensiero di gratitudine ad Albert Einstein e alle sue teorie sulla relatività.
Gli orologi atomici a bordo dei satelliti che forniscono il segnale di posizionamento a tutti i ricevitori in ascolto, compresi i nostri smartphone, soffrono di due effetti relativistici: uno legato al fatto che i satelliti viaggiano ad una velocità di circa 14000 km/h rispetto al suolo, compiendo due orbite al giorno intorno al nostro pianeta e, come previsto dalla Relatività Speciale, questo comporta un ritardo di 7 microsecondi al giorno; l’altro effetto è legato al fatto che i satelliti, orbitando a quote tra i 18000 e i 22000 km circa dalla superficie del pianeta, risentono di un campo di gravità quattro volte più debole che sulla superficie terrestre. E questa condizione, come prevista dalla Relatività Generale, comporta l’accelerazione degli orologi di bordo di 46 microsecondi al giorno.
