La Russia starebbe ancora cercando nell’artico, un missile nucleare a propulsione atomica che avrebbe… perso!
Sono molti i dubbi perché non c’è traccia di radioattività. Ma le “smentite” russe non convincono
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Dopo che il network statunitense CNBC ha dato la notizia che la Russia potrebbe essere alla ricerca di un missile balistico nucleare a propulsione atomica che avrebbe perso in mare, la ON ambientalista scientifica norvegese/russa Bellona ha sollecitato il ministero degli esteri della Norvegia a chiarire la situazione con Mosca.
Secondo la CNBC delle navi russe stanno tentando di recuperare un missile, alimentato da un reattore nucleare che brucia uranio, testato nel novembre 2017 e che s è disperso nella regione del Mare di Barents. L’emittente cita rapporti dell’intelligence statunitense secondo i quali 3 navi stanno cercando il missile, una delle quali è attrezzata per gestire materiale radioattivo.
La descrizione del missile fatta dalla CNBC combacia con le armi descritte dal presidente russo Vladimir Putin durante un minaccioso intervento pubblico sulla potenza militare russa, fatto poco prima della sua quarta incontestata rielezione. Allora Putin, utilizzando anche grafici e animazioni con missili nucleari che colpivano gli Usa, si vantò di aver realizzato armi nucleari con un raggio illimitato.
Il problema è che – almeno a quel che dicono i rapporti dei servizi segreti Usa . quei missili “miracolosi” continuano a schiantarsi al suolo o a inabissarsi in mare. Bellona dice che secondo quanto riferito alla CNBC da fonti anonime dell’intelligence Usa, «Tutti e quattro i test condotti tra novembre e febbraio hanno provocato incidenti» e che il volo più lungo realizzato da uno di questi “supermissili” è stato di soli 35 chilometri, dopo è andato fuori rotta e si è schiantato. L’ONG sottolinea che «I rapporti di intelligence, secondo quanto riportato da CNBC, non menzionavano alcun potenziale rischio per l’ambiente o la salute umana che emergeva dall’apparente fallimento missilistico».
Ma alcuni esperti di Bellona mettono in dubbio che la Russia stia tentando di recuperare un missile perso con un motore nucleare a bordo. Andrei Zolotkov, che dirige l’ufficio di Murmansk di Bellona, ha detto che «Il rapporto sembrava “falso”» e una delle cose che lo insospettiva era proprio che i rapporti di intelligence citati dalla CNBC non facessero menzione delle ricadute radioattive dall’apparente incidente: «Questo semplicemente non può essere. Le stazioni di monitoraggio delle radiazioni non hanno registrato tracce di iodio, cesio o stronzio, che sono tutti prodotti della fissione dell’uranio».

Yuzhny Island nell’Artico
Ma Nils Bøhmer, il fisico nucleare direttore generale e di Bellona, vuole maggiori informazioni, e ha annunciato che intende «sollecitare il ministro degli esteri norvegese a ottenere una reazione ufficiale da parte Mosca. Le domande sollevate dal rapporto CNBC sono molte. Il rapporto dice che ci sono stati quattro lanci di missili nucleari e che ne manca uno. Dove è finito? Certo, siamo preoccupati che potrebbero esserci missili con reattori nucleari sul fondo del Mare di Barents. Dato che la Russia ha intenzione di continuare a testare questi missili, corriamo il rischio che ci siano ancora più reattori sul fondo degli oceani artici. E’ previsto che la Norvegia tenga colloqui bilaterali con la Russia questo autunno e la questione dei missili da crociera alimentati a energia nucleare che cadono nell’Artico dovrebbe essere all’ordine del giorno».
Anche altre fonti citate dalla stessa CNBC dubitano che un possibile incidente missilistico potesse passa avvenire senza alcuna forma di contaminazione radioattiva. Hans Kristensen, direttore del Nuclear Information Project della Federation of American Scientists, ha spiegato: «Inutile dire che se spari un missile con un motore o una fonte di energia nucleare, quel materiale nucleare finirà dove finisce quel missile. Se questo missile è andato perso in mare e recuperato integro, allora si potrebbe ipoteticamente essere in grado di farlo senza inquinamento, avrei dei dubbi su questo perché c’è un impatto molto forte quando un missile si schianta. Sospetto che trapelerebbero delle perdite».
Bellona cita un rapporto dell’Independent Barents Observer , che comprende un’analisi dettagliata della traiettoria del volo di uno dei missili di Putin caduti e l’autorità norvegese per la protezione dalle radiazioni ha inviato una serie di domande alla Russia sulla possibile missione di ricerca e recupero, ma agenzia ha aggiunto di «non aver osservato aumentati livelli di radioattività», aggiungendo che comunque continuerà a controllare la situazione.