Gli animali riescono davvero a percepire in anticipo i terremoti?

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Gli animali riescono davvero a percepire in anticipo i terremoti?

Sin dall’antichità si riportano osservazioni di rospi, gatti, cani e uccelli che si comportano in modo anomalo poco prima di un sisma. Ma ci sono prove sufficienti a dimostrare che siano davvero in grado di prevedere le scosse?
di Anna Romano
www.nationalgeographic.it

Una moltitudine di rospi in fuga dal terremoto nel Sichuan del 2008, un canarino che si lancia isterico contro la gabbietta subito prima del terremoto in Friuli del 1976, e poi mucche in fuga, cani che abbaiano, serpenti che si svegliano in anticipo dal letargo, formiche che non rientrano nel formicaio… Il numero di osservazioni di animali che si comportano in modo inusuale all’approssimarsi di un terremoto è sorprendentemente alto e coinvolge indiscriminatamente mammiferi, uccelli, rettili e insetti.

Ma davvero gli animali possono fare da “oracoli sismici” e prevedere i terremoti? La letteratura scientifica è ricca di pubblicazioni che cercano di chiarire questo dubbio. Sebbene a oggi non vi sia una risposta certa, il più recente tra questi studi sembra propendere per il no. La ricerca è stata condotta dal geologo Heiko Woith e dai suoi colleghi del GFZ German Research Centre for Geosciences, e i risultati sono stati pubblicati sul Bulletin of the Seismological Society.

Gli scienziati hanno analizzato un gran numero di pubblicazioni riguardanti comportamenti anomali degli animali all’approssimarsi di un terremoto, per un totale di oltre 700 osservazioni (riguardanti ben 130 diverse specie di animali) per 160 terremoti. Per ciascuna osservazione, i ricercatori hanno valutato una serie di dati: a che distanza dal terremoto fosse stato registrato il comportamento anomalo, quanto tempo prima fosse avvenuto, se la scossa principale fosse stata preceduta da scosse più deboli o foreshocks. Questi ultimi potrebbero infatti spiegare l’agitazione in alcuni animali, senza però renderli degli “oracoli sismici”: i foreshocks possono infatti mancare prima di un forte terremoto (come nel caso del sisma di Amatrice nell’estate del 2016), oppure verificarsi senza che segua una scossa principale.

Dalla loro indagine, gli autori dello studio concludono che le prove che gli animali siano effettivamente in grado di anticipare un terremoto sono molto deboli. E questo per diverse ragioni. Ad esempio, spesso le osservazioni di comportamenti anomali sono fatte a posteriori, dopo che il terremoto è avvenuto. In altri casi, la distanza tra l’evento e il terremoto è troppo grande perché vi possa essere una correlazione. Inoltre, scrivono gli autori, molti terremoti sono preceduti dai già citati foreshocks, che possono essere la ragione dell’ansia e dell’agitazione osservata in alcuni animali prima di una scossa.

Non è certo sufficiente osservare che un dato fenomeno avviene in concomitanza di un altro per stabilire che i due sono correlati. “Per dimostrare una correlazione di causa ed effetto, bisognerebbe registrare il comportamento degli animali nel corso degli anni, creando una sequenza temporale che permetta di stabilire quali sono i parametri di normalità e che variabilità hanno nel tempo”, spiega Alessandro Amato, sismologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e autore del libro Sotto i nostri piedi, in cui dedica un capitolo proprio al tema “animali e terremoto”.

“Nello studio appena pubblicato, gli autori evidenziano che le sequenze temporali riportate in letteratura sono un numero esiguo, e sempre troppo brevi, di pochi giorni o addirittura ore”. Le osservazioni degli animali come “oracoli sismici” presentano anche un bias o errore di base, peraltro frequente nella ricerca scientifica. “Non vengono quasi mai riportati i casi negativi. Quante volte, per un cane che si è allarmato per un terremoto, altri dieci sono rimasti a dormire? E quanti cani si sono allarmati senza che a ciò seguisse una scossa sismica?”, continua Amato.

Stabilire se gli animali possono percepire in anticipo i terremoti presenta ancora un’altra difficoltà. Quando si osserva un comportamento anomalo in un animale, bisogna tenere conto di diversi fattori che possono influire sulla sua sensibilità: prima del terremoto si stava avvicinando un temporale che può aver spaventato il cane? Ci sono stati cambiamenti di temperatura che possono averne influenzato il comportamento dei rospi? E così via. Insomma, non è osservando il nostro gatto o le mucche nei pascoli che potremo prepararci a un terremoto. Il tremare della terra resta un evento sostanzialmente impossibile da prevedere. E per affrontare l’imprevedibile, la miglior soluzione è farsi trovare preparati affidandosi a edifici solidi e normative rigorose che permettano di affrontare un eventuale sisma, invece di contare sulle previsioni basate sulla fauna locale

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