TEMPESTE DI FULMINI, CON PROBABILI ROVESCI DI ANTIMATERIA E RADIOISOTOPI!
Il fulmine è un fenomeno atmosferico tanto usuale quanto ancora misterioso, sotto diversi aspetti. Una rete giapponese di rivelatori per raggi gamma ha ora svelato come i fulmini possano produrre radioisotopi e antimateria. Con il commento di Martino Marisaldi dell’Università di Bergen
di Stefano Parisini
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I fulmini e le nuvole temporalesche sono acceleratori di particelle naturali, e lo studio dei fenomeni collegati ai fulmini, al confine tra fisica dell’atmosfera e fisica delle particelle, non smette di riservare sorprese. L’ultima in ordine di tempo è la scoperta che le reazioni fotonucleari innescate dai fulmini possono provocare annichilazione tra materia e antimateria.
L’ipotesi è avanzata in un articolo appena pubblicato su Nature, dove un gruppo di ricercatori giapponesi, guidati da Teruaki Enoto dell’Università di Kyoto, descrive come i raggi gamma emessi dai fulmini reagiscano con l’aria per produrre radioisotopi e anche positroni, l’equivalente antimaterico degli elettroni.
«Sapevamo già che le nuvole temporalesche e i fulmini emettono raggi gamma, e abbiamo supposto che dovrebbero reagire in qualche modo con i nuclei degli elementi presenti nell’atmosfera», spiega Enoto. «In inverno, la zona costiera occidentale del Giappone è ideale per l’osservazione di temporali e fulmini potenti. Così, nel 2015, abbiamo iniziato a costruire una serie di piccoli rivelatori di raggi gamma, dislocati in varie località lungo la costa».
Dopo una serie di alterne vicende, finalmente nel febbraio 2017 quattro rilevatori installati nella città di Kashiwazaki hanno registrato un forte picco di raggi gamma immediatamente dopo un fulmine, scoccato a qualche centinaio di metri di distanza.

meccanismi con cui i fulmini producono raggi gamma secondo il nuovo studio giapponese. Crediti: Kyoto University/Teruaki Enoto/