Scoperto un ecosistema incontaminato sotto un gigantesco iceberg: corsa contro il tempo per studiarlo

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Scoperto un ecosistema incontaminato sotto un gigantesco iceberg: corsa contro il tempo per studiarlo

Il distacco di un enorme iceberg in Antartide, con una superficie di 6000 chilometri quadrati, ha portato alla luce un ecosistema incontaminato protetto dal ghiaccio per 120mila anni. È corsa contro il tempo per esplorarlo.
di Andrea Centini
scienze.fanpage.it

Il disastroso distacco dell’iceberg grande quanto la Liguria ha portato alla luce un ecosistema incontaminato, rimasto protetto dal ghiaccio per ben 120mila anni. Si tratta dunque di un vero e proprio mondo perduto e ‘alieno’, che ricercatori da tutto il mondo sperano di poter esplorare il più in fretta possibile. È una corsa contro il tempo non solo per ottenere gli ingenti finanziamenti necessari per organizzare la spedizione scientifica in Antartide, ma anche perché una volta ‘scoperchiato’ questo ecosistema si mescola inesorabilmente con quello già esposto alla luce del Sole, con tutto ciò che può comportare in termini di variazioni biologiche ed ecologiche.
Un ecosistema incontaminato sotto questo mega iceberg: corsa contro il tempo per studiarlo

Non è la prima volta che la piattaforma antartica viene interessata da fenomeni così catastrofici – il distacco della Larsen C avvenuto a luglio ha prodotto un iceberg da un trilione di tonnellate e 6mila chilometri quadrati di superficie -, e altri due eventi simili sono stati registrati nel passato recente, uno nel 1995 e uno nel 2002, rispettivamente la distruzione della Larsen A e della Larsen B. I sopralluoghi condotti all’epoca mostrarono una sorta di mondo ‘fantasma’, con pochissima vita e una produttività biologica ridotta al minimo per l’assenza di fitoplancton, che si alimenta proprio con la luce del sole. I ricercatori che si recheranno sul luogo del distacco di A-68, nome ufficiale dato all’iceberg grande quanto la Liguria, si attendono di trovare una condizione molto simile a quelle osservate negli anni precedenti. Lo scenario ipotizzato è paragonabile a quello delle profondità oceaniche, con scarsa varietà biologica ma altamente specializzata, in particolar modo per quel che concerne gli organismi invertebrati, come molluschi, spugne, vermi e crostacei. Non è tuttavia da escludere qualche ‘sorpresa’, come ha sottolineato la dottoressa Susan Grant della British Antarctic Survey (BAS).

Tra il 2018 e il 2019 sono già previste due missioni – una tedesca e una sudcoreana – in loco, ma anche i ricercatori del BAS sperano di ottenere i finanziamenti necessari per indagare. Gli studiosi saranno agevolati da una sorta di protezione speciale che viene assegnata ad aree di interesse scientifico come quelle che vengono esposte dopo il distacco degli iceberg. L’ente preposto a certificare lo status di “Area Speciale” è la Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources (CCAMLR), e per un paio di anni vieterà anche la pesca commerciale nel sito. Non ci resta che attendere le prime immagini di questo mondo sommerso, nascosto sotto al ghiaccio per decine di migliaia di anni.

[Credit: NASA]

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