Caldo record a settembre 2017. Il mese più attivo mai registrato per gli uragani del Nord Atlantico

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Caldo record a settembre 2017. Il mese più attivo mai registrato per gli uragani del Nord Atlantico

Il settembre 2017 ha frantumato diversi record climatici, ha allarmato ulteriormente gli scienziati allarmanti e ha distrutto una delle ipotesi preferite di negazionisti climatici.
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Infatti, secondo il rapporto “Global Temperature Report: September 2017 – Warmest September in satellite temperature record” pubblicato  dall’Università di Alabama – Huntsville (Uah), il settembre appena passato è stato il più caldo settembre registrato nei 38 anni per i quali esistono dati satellitari. A questo si aggiunge qualcosa di ancora più preoccupante:  secondo John Christy, direttore dell’Earth System Science Center dell’Uah, tra i 20 settembre più caldi registrati, «Solo settembre 2017 non è associato ad un evento di riscaldamento  “riconosciuto”  di El Niño nell’Oceno Pacifico».

Christy  dice che anche se a settembre non c’era El Niño, l’estate che l’ha preceduto è stata comunque caldissima, con temperature superficiali del Pacifico orientale equatoriale molto superiori alla media, con un fortissimo aumento  giugno e luglio. Christy spiega che «L’atmosfera tende a rispondere due o tre mesi dopo, quindi questo è quello che ci si aspetterebbe. L’atmosfera sta ancora risentendo di questa grande anomalia termica, quindi è il momento giusto per osservare l’atmosfera».  Però negli ultimi due mesi le temperature superficiali del mare in quella regione critica del Pacifico centrale sono diminuite in modo significativo, così quello che si pensava fosse  l’annuncio di un nuovo caldo El Niño è diventata la previsione per un possibile evento di raffreddamento di La Niña. Christy aggiunge: «Sulla base di ciò che abbiamo visto durante gli eventi passati, ci aspetteremmo un raffreddamento atmosferico nei prossimi mesi», ma dovrebbe essere più lento del riscaldamento già avvenuto.

Su Think Progress Joe Romm fa notare che «I record globali per il mese o l’anno più caldi si verificano in genere quando il trend del riscaldamento globale causato dall’uomo è incrementato temporaneamente dal riscaldamento di El Niño nel Pacifico tropicale. Quindi, quando si battono i record di temperatura in assenza di un El Niño, è un altro segno che il trend di riscaldamento globale causato dall’uomo è più forte che mai. Infatti, l’ultima volta del record per il più caldo settembre senza un El Nino è stato nel 2013 e quel record era eccezionalmente più basso di 0,58° F (0,32° C)».

I dati dell’Università di Alabama – Huntsville smontano definitivamente l’ipotesi più cara ai negazionisti climatici e Romm li demolisce senza pietà: «E’ particolarmente notevole osservare questi record nei dati satellitari dell’Uah. Christy, insieme al suo collega dell’Uah, Roy Spencer, è famoso per aver realizzato per decenni le misurazioni satellitari della temperatura della troposfera. In effetti, il riscaldamento globale è stato costantemente sottovalutato. Questa serie di errori di calcolo per più di dieci anni ha contribuito a creare uno dei  miti più resistenti  tra i negazionisti della scienza del clima: i dati satellitari non mostravano il riscaldamento globale come facevano i dati della temperatura superficiale».

Ancora oggi, uno dei (falsi) temi preferiti dal Senatore repubblicnao texano Ted Cruz e dei suoi seguaci negazionisti climatici e creazionisti è che «i satelliti non trovano il riscaldamento dal 1998», che poi hanno sostituito il «non c’è stato il riscaldamento dal 1998», ipotesi crollata dopo che il 2014 è diventato l’anno più caldo mai registrato e poi quando il 2015 ha superato il record del 2014 e ancora quando il 2016 ha superato il 2015.

Il climatologo Michael Mann ha detto a ThinkProgress: «Il segnale del riscaldamento globale è diventato così predominante che anche i dati preferiti dai negazionisti lo mostrano chiaramente. Per coloro che vivono nel mondo reale dell’analisi scientifica, piuttosto che nei talking points conservatori, i dati satellitari, le stazioni meteorologiche a terra, le boe marine e anche i palloni sonda meteo, rivelano una costante tendenza al riscaldamento a lungo termine. Anche i discussi dati satellitari dell’Uah, che avevano storicamente sottovalutato il tasso di riscaldamento globale a causa di seri errori matematici, non possono più oscurare l’anomalo riscaldamento del pianeta».

Come se non bastasse il caldo record, Channel Weather  ha annunciato che  «Settembre 2017 è diventato il mese più attivo per gli uragani atlantici record». Un dato misurato con l’indice Ace (Accumulated cyclone energy), calcolato con velocità del vento delle tempeste tropicali e degli uragani durante tutto il loro ciclo di vita.

Uragani come Harvey, Irma e Maria, non sono stati solo potentissimi ma sono durati anche molto tempo.  «Che è proprio quello che ci si aspetterebbe da un pianeta che si riscalda – conclude Romm – nel quale l’acqua calda necessaria per sostentare un grande uragano si estende più ampiamente e su regioni più vaste.

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