Un appartante paradosso perché il calore oceanico che innesca la loro nascita è massimo all’equatore
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I cicloni tropicali – questi vasti massa nuvolosi di 300-500 km che si avvitano a spirale intorno alla parte centrale (occhio) del ciclone, non si innescano mai lungo la fascia equatoriale, bensì a latitudini intorno 20 gradi a Nord o a Sud dell’equatore stesso.

Fig.1 – Il ciclone tropicale Irma (fonte NASA)
La cosa sembrerebbe poco logica visto che per generarsi i cicloni tropicali abbisognano che le acque superficiali degli oceani abbiano temperature di almeno 26-27 gradi, una condizione che è più frequente ovviamente sulle acque equatoriali piuttosto che su quelle poste 20 gradi di latitudine. Dove sta il paradosso? Ebbene là dove le acque sono abbastanza calde l’aria sovrastante, surriscaldata dal basso, inizia a muoversi verso l’alto, richiamando in tal modo dalle aree circostanti e fino a 1000-2000 km di altezza, aria che sostituisce quella in ascesa.
Ma l’aria che in movimento da tutte le direzioni verso dove l’aria, per convergenza, è poi costretta a salire, viene deviata verso destra dalla forza deviante, una forza che agisce solo sull’aria in movimento, deviandoli appunto alla destra del moto.

Fig.2 -Genesi di un ciclone tropicale