Scoperto nei laghi antartici un meccanismo dell’evoluzione dei virus
Uno studio condotto nelle acque salmastre dei laghi antartici ha documentato l’esistenza di un plasmide, una piccola sequenza di DNA, che per infettare nuovi microbi si dota di una vescicola proteica di protezione: secondo gli autori potrebbe trattarsi del preludio evolutivo al capside che protegge il materiale genetico dei virus
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Un metodo finora sconosciuto per condividere il DNA è il segreto di alcuni microbi dell’Antartide per sopravvivere e crescere in acque con un elevato grado di salinità. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’Università del South Wales, in Australia, che firmano un articolo sulla rivista “Nature Microbiology”, gettando luce su un passaggio fondamentale nell’evoluzione dei virus.
I microbi in questione sono Archea, considerati gli organismi con il livello di organizzazione cellulare più elementare tra tutti gli esseri viventi, il cui studio negli ultimi decenni ha permesso di ricostruire molti meccanismi fondamentali per l’origine e l’evoluzione della vita.

L’acqua salmastra del lago dell’Isola di Rauer, in Antartide, è tra quelle campionate nel corso dello studio (Credit: UNSW Sydney)